L'emigrazione salernitana nella sua articolazione geografica e socio-economica rappresenta una grande risorsa poiché i salernitani con la propria operosità contribuiscono a produrre ricchezza nel Paese dove sviluppano il progetto migratorio e, se motivati, anche nel paese d’origine. È questa "doppia appartenenza" che si intende valorizzare al meglio delle possibilità, in quanto si tratta di cittadini in grado di operare simultaneamente (in maniera diretta o tramite legami familiari e di amicizia) all'interno di questi spazi migratori e possono configurarsi come gli "ambasciatori" ed i "diffusori" della cultura originaria.
Si intendono rafforzare i legami tra i due territori quello di provenienza e quello di residenza al fine di favorire lo sviluppo del cosiddetto “turismo di ritorno” e promuovere la “filiera agroalimentare”.
Lo sviluppo delle relazioni ed i conseguenti scambi sociali e culturali tra i salernitani residenti all’estero e quelli che risiedono nei paesi d’origine, contribuiscono alla crescita delle attività economiche, del reddito e dell’occupazione.
Le nostre comunità all’estero sono il punto di forza per la cooperazione e gli scambi con gli operatori che agiscono nel sistema salernitano, tenendo presenti le novità che emergono nell’imprenditoria giovanile, cooperativa e di impianto sociale. Infatti, le nostre comunità all'estero costituiscono una vera e propria rete di "comunità d'affari" ("business community") diffuse in tutti i continenti. Occupano posizioni importanti nel mondo degli affari del Paese di insediamento e rappresentano una "risorsa strategica" soprattutto per il sistema delle piccole e medie imprese italiane per le quali possono fungere da ponte fra sistema locale e mercato globale. Le "comunità d'affare" costituiscono infatti una rete italiana nel mondo degli affari, una "network society" nella quale l'italianità è un fattore di aggregazione e di riconoscimento. Rappresentano “èlites” locali con una forte apertura internazionale. Sono in grado di interpretare i valori del radicamento e nello stesso tempo della globalizzazione. A differenza di altre grandi comunità esistenti nel mondo le comunità italiane non hanno nella loro origine la conquista coloniale, non sono nate come "comunità di dominio". La loro radice non è nel potere, ma nel lavoro e nell'imprenditorialità. Le "comunità d'affari" si sono sviluppate secondo un modello di "network". Questo modello è di grande attualità nell'epoca di Internet. Il "business" è stato efficace strumento per veicolare i valori ed i saperi propri della cultura italiana. Così ha preso forma un universo definito " mondo in italiano ", il cui collante non è riconducibile solo alla lingua, al territorio ed al possesso del passaporto. E' una sintesi di interessi, valori, culture e di esperienze rappresentata da quell’insieme di persone che vive stabilmente fuori dai confini italiani e che considera, anche inconsapevolmente, il modo di essere all'italiana un elemento di aggregazione.
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