Cari amici vicini e lontani, benvenuti! Con questo blog vogliamo realizzare uno spazio d'incontro tra tutti coloro che conservano il legame con Salerno (intesa come città e come territorio di tutta la provincia). L'obiettivo che ci poniamo è quello di costruire un ponte tra i luoghi di provenienza e quelli di residenza, proiettando il territorio salernitano verso lo sviluppo di una community e di un network a disposizione dei tanti “Salernitani nel Mondo”.
News da Salerno
domenica 17 ottobre 2010
Aeroporto di Salerno: dal 1° dicembre tornano i voli di linea
Dal 1° dicembre si torna a volare su Salerno. L’accordo con Alitalia è in via di ratifica ma sull’approvazione definitiva in seno a consorzio e società di gestione, prevista per fine mese, non ci dovrebbe essere alcun dubbio. I vertici dello scalo di Pontecagnano hanno dato un’accelerata al ritorno dei voli di linea accogliendo la nuova proposta della compagnia di bandiera rimodulata sulle esigenze della potenziale utenza del “Salerno - Costa d’Amalfi”. Dal 1° dicembre l’aeroporto di Pontecagnano tornerà nel circuito nazionale del trasporto aereo passeggeri sotto livrea Alitalia con un accordo che consentirà ai viaggiatori che usufruiranno dello scalo picentino di viaggiare in “code sharing”, ovvero di fare da Salerno il biglietto aereo per ogni destinazione italiana o internazionale coperta dalla compagnia di bandiera. Tre i voli giornalieri, due per Milano Malpensa ed uno per Roma Fiumicino, dal lunedì al venerdì. Nel weekend, invece, un solo collegamento, partenza di sabato e rientro di domenica, per Roma. Per i primi due mesi gli aerei utilizzati per i collegamenti saranno i turboelica Dornier 328 da 30 posti ma, sulla base di una facile intuizione sulla reale esigenza dell’utenza, Alitalia sta già organizzandosi per mettere in esercizio sulla tratta salernitana dai primi mesi del 2011 i Saab 2000 da 50 posti. Tutto questo in attesa dell’allungamento della pista che potrà consentire l’atterraggio ed il decollo in piena sicurezza di aerei di maggiore capienza. E proprio questa sarà una delle priorità del nuovo amministratore delegato della società di gestione Maurizio Foschi che da ieri ha assunto il nuovo incarico. Per l’ex manager di Aeroporti di Roma quella di Salerno rappresenta un’intrigante scommessa. (Redazione TV Oggi Salerno)
sabato 16 ottobre 2010
Scossa di terremoto di magnitudo 3 al largo delle coste della Campania
Salerno (16 ottobre) - Una scossa di terremoto di magnitudo 3 si è registrata all'1,33 di questa notte a circa 20 km dalle coste della Campania e della Basilicata.
Secondo i dati forniti dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia le località più vicine all'epicentro sono i comuni di Camerota e San Giovanni a Piro, in provincia di Salerno.
Secondo i dati forniti dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia le località più vicine all'epicentro sono i comuni di Camerota e San Giovanni a Piro, in provincia di Salerno.
sabato 9 ottobre 2010
Sala Consilina
Cenni Storici Sala Consilina è il centro più popolato del Vallo di Diano. Le sue origini sono antichissime, il centro storico si sviluppa tra le mura del castello medioevale e i nuovi insediamenti abitativi. Al suo interno troviamo numerosi edifici antichi e palazzi nobiliari. All' interno dell'Antiquarium, che trova sede nell'ex convento dei Cappuccini, si possono ammirare i corredi tombali della vasta necropoli con testimonianze dall'età del ferro al V secolo a.C. Molto importante è anche il Battistero paleo-cristiano di S. Giovanni in Fonte che, fondato da papa Marcello I nel IV secolo, fu successivamente trasformato in commenda dell'ordine dei Templari.
Distanze chilometriche
da Salerno 95 km , da Napoli 146 km , da Roma 356 km
Come si raggiunge
In auto
Autostrada A3 Salerno - Reggio Calabria, uscita di Sala Consilina, quindi proseguire sulla SS 19 per 2 km seguendo la segnaletica per Sala Consilina
In autobus
Autobus di autolinee private assicurano i collegamenti con Salerno e Napoli.
In aereo
Aeroporto di Napoli Capodichino (www.gesac.it)
Cosa visitare
Museo Antiquarium. Battistero Paleo-Cristiano di S. Giovanni in Fonte Centro storico con la Chiesa di S. Giuseppe. Palazzi patrizi del '700 e '800
Palazzo Grammatico (1722). La sua caratteristica principale sono le mensole e le decorazioni in pietra che presenta sulla facciata. Il portale ad arco è costituito da lastre in pietra scolpite ed è sormontato dallo stemma gentilizio.
Palazzo Acciaro (1735). L'ingresso è sormontato da una piccola loggia e adornato con due colonne coronate da capitelli.
Palazzo Grammatico (1722). La sua caratteristica principale sono le mensole e le decorazioni in pietra che presenta sulla facciata. Il portale ad arco è costituito da lastre in pietra scolpite ed è sormontato dallo stemma gentilizio.
Palazzo Acciaro (1735). L'ingresso è sormontato da una piccola loggia e adornato con due colonne coronate da capitelli.
Palazzo Bove, sul cui portale sono impresse Figure araldiche e ornamentali.
Palazzo Vannata. Risale alla fine dell'800 ha la forma di un castello con torrioni merlati.
Il Castello normanno e sue mura di cinta che risale all'anno 1000, e la sua costruzione è dovuta al duca Roberto il Guiscardo.
Palazzo Vannata. Risale alla fine dell'
Il Castello normanno e sue mura di cinta che risale all'anno 1000, e la sua costruzione è dovuta al duca Roberto il Guiscardo.
Chiesa di S. Stefano la cui fondazione risale probabilmente al XII secolo.
Festa Patronale San Michele, 29 settembre
Sindaco: Gaetano FERRARI
Prodotti tipici: Olio, vino e prodotti caseari.
mercoledì 6 ottobre 2010
Castellabate
Cenni Storici:
Nell'anno 1120, Costabile Genticore, nativo di Tresino, su ordine dell'Abate di Cava, iniziava la costruzione di un castrum sul colle prospiciente il mare di S. Maria. Il popolo chiamò la fortezza "Castello dell'Abate", ed il nome è rimasto lo stesso fino ad oggi, da cui il nome del centro abitato. Il territorio sottoposto all'Abate rappresentò un'autentica autarchia, in quanto tutto ciò che si produceva era sotto il controllo dei monaci. Il territorio passò poi sotto il dominio degli Svevi, degli Aragonesi e, infine, degli Angioini, che nel 1343 la "laicizzarono", lasciando agli abati solo la dimora. Venne poi la buia epoca delle incursioni saracene, delle epidemie, con il conseguente impoverimento. Nell'Ottocento l'economia si risollevò, con la ripresa dei traffici commerciali e della pesca.
Distanze chilometriche:
da Salerno 68 km , da Napoli 120 km , da Roma 330 km
Come si raggiunge:
In auto
A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Battipaglia, proseguire per le SS.18 e SS.267
In autobus
Autolinee pubbliche collegano il paese con Salerno e Napoli
In treno:
Stazione ferroviaria di Agropoli sulla linea Napoli-Reggio Calabria (www.trenitalia.it)
In aereo:
In aereo:
Aeroporto di Napoli Capodichino (www.gesac.it)
Cosa visitare:
Il borgo medioevale, viuzze strette, piccoli orti e case comunicanti. La Basilica Romanica che risale alla prima metà del sec. XII. Il "Palazzo Iaquinto" e l' Antiquarium comunale (resti sottomarini). La "Villa del Principe di Belmonte" e la "Villa Matarazzo" sede di numerosi eventi culturali. Il Palazzo Perrotti costruito intorno alla Torre normanno-aragonese.
Festa Patronale: San Costabile
Eventi e manifestazioni:
Luglio ed agosto: Fiera del libro (Castellabate);
Giugno - settembre - Mostra artigianato locale (Castellabate);
Luglio ed agosto: Spettacoli teatrali (Castellabate);
Settembre: Premio culturale "Leucosia" (Loc. S. Maria);
Luglio ed agosto: Concerti e spettacoli (La Torretta loc. S. Marco);
Natale - Presepe vivente (Castellabate)
Sindaco Costabile MAURANO
domenica 3 ottobre 2010
L'emigrazione cilentana di Germano Bonora*
Dalla cosiddetta unità d'Italia a oggi si calcola che più di trenta milioni di meridionali siano stati costretti a emigrare Oltreoceano (USA, America latina, Australia); e, dopo la seconda guerra mondiale, al Nord d'Italia e negli altri Paesi dell'Europa centrale e anche settentrionale.
Il Cilento, che comprende la maggior parte della provincia salernitana, un'area vasta più o meno quanto la Valle d'Aosta, ha offerto il suo doloroso contributo, spopolando le campagne dei paesini del Cilento, dove restavano vecchi, vedove bianche e bambini, che fin dalla prima adolescenza sognavano di raggiungere i genitori o altri parenti, come la protagonista del romanzo della Mazzucca, Vita, partita da sola, nove anni, con uno dei tanti fumosi piroscafi del porto di Napoli. Anche da Agropoli, un mio compagno delle medie, a soli tredici anni, s'imbarcò, nei primi anni Cinquanta, da solo per raggiungere il padre nel Venezuela. Scoperto per caso dal comandante della nave, fu affidato a una donna sconosciuta, che, impietosita, si prese la responsabilità di accompagnarlo a destinazione.
Negli anni Cinquanta-sessanta i giovani cilentani emigrarono soprattutto nei paesi europei, dove venivano ospitati in fredde e squallide baracche di legno, dormitori improvvisati, dove ogni sera affogavano il dolore nell'alcol della birra, la tipica bevanda dei paesi anglosassoni.
Il mio amico Giuseppe Liuccio ha scritto struggenti poesie in cilentano ispirate al dolore degli emigrati, tra cui spicca quella dal titolo emblematico "Lacreme e birra".
Difficile calcolare il numero esatto dei nostri migranti, perché non pochi furono clandestini, come i cosiddetti extracomunitari odierni, che fuggono dalla fame e dalla violenza dei loro Paesi africani o asiatici.
Altri farà, se possibile, questo calcolo. A me interessa sottolineare qui la sofferenza dei migranti, alcuni dei quali non sono più tornati, e quella dei familiari, accresciuta dai due conflitti mondiali che hanno fatto centinaia e centinaia di migliaia di vittime soprattutto del Sud. Che ha pagato il contributo più grande nel corso di questa mancata unità, che può definirsi tuttora duale se non del tutto fasulla.
Il Cilento, che comprende la maggior parte della provincia salernitana, un'area vasta più o meno quanto la Valle d'Aosta, ha offerto il suo doloroso contributo, spopolando le campagne dei paesini del Cilento, dove restavano vecchi, vedove bianche e bambini, che fin dalla prima adolescenza sognavano di raggiungere i genitori o altri parenti, come la protagonista del romanzo della Mazzucca, Vita, partita da sola, nove anni, con uno dei tanti fumosi piroscafi del porto di Napoli. Anche da Agropoli, un mio compagno delle medie, a soli tredici anni, s'imbarcò, nei primi anni Cinquanta, da solo per raggiungere il padre nel Venezuela. Scoperto per caso dal comandante della nave, fu affidato a una donna sconosciuta, che, impietosita, si prese la responsabilità di accompagnarlo a destinazione.
Negli anni Cinquanta-sessanta i giovani cilentani emigrarono soprattutto nei paesi europei, dove venivano ospitati in fredde e squallide baracche di legno, dormitori improvvisati, dove ogni sera affogavano il dolore nell'alcol della birra, la tipica bevanda dei paesi anglosassoni.
Il mio amico Giuseppe Liuccio ha scritto struggenti poesie in cilentano ispirate al dolore degli emigrati, tra cui spicca quella dal titolo emblematico "Lacreme e birra".
Difficile calcolare il numero esatto dei nostri migranti, perché non pochi furono clandestini, come i cosiddetti extracomunitari odierni, che fuggono dalla fame e dalla violenza dei loro Paesi africani o asiatici.
Altri farà, se possibile, questo calcolo. A me interessa sottolineare qui la sofferenza dei migranti, alcuni dei quali non sono più tornati, e quella dei familiari, accresciuta dai due conflitti mondiali che hanno fatto centinaia e centinaia di migliaia di vittime soprattutto del Sud. Che ha pagato il contributo più grande nel corso di questa mancata unità, che può definirsi tuttora duale se non del tutto fasulla.
( * ) Professore Emerito nei licei
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